Quando Il Dolore Significa Indifferenza

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Dopo il funesto incidente di Marco, non faccio altro che rivedere quelle immagini, quei fotogrammi, di ascoltare i suoni di contorno, vedere le facce delle persone, entrare nei loro occhi, ascoltarli. Molte cose mi passano per la testa e trovo difficile risolvere il cubo di Rubik del mio cervello. Non capisco, e non il perché sia morto, quello l’ho capito, anche se non riesco ad accettarlo, perché ci si abitua a tutto, tranne che alla morte, no, quello che non capisco sono le reazioni, alcune reazioni, la psicologia umana a volte è incomprensibile e trovo odioso scoprire ogni volta che rispetto a situazioni di estremo dolore, situazioni che non lasciano spazio a niente di diverso dalla disperazione, si reagisce a modo proprio. Non lo accetto, non in questo caso, è agghiacciante quello che ho scoperto. L’indifferenza, ecco, una di queste reazioni; si può essere indifferenti alla perdita di un amico? E se sei stato tu ad ucciderlo? No, non è possibile, nemmeno se nelle vene il sangue è di ghiaccio. Ti sei voltato, lo hai visto a terra, senza casco, tutti noi sapevamo che sarebbe stato un miracolo se si fosse salvato, ma ti sei voltato ed hai continuato ad andare avanti, fino ai box, attendendo passivamente che le notizie ti arrivassero alle orecchie, che qualcuno te lo riferisse. Dov’è finita l’infanzia, le sfide, le risate, la condivisione, l’AMICIZIA? Sono avvolto da un fastidioso velo di angoscia, dentro di me sento che allora il sentimento, troppo spesso, è di facciata, perché è proprio nel dolore che il sentimento esplode, che diventa incontrollabile. Non per te.

Mi paragono a te, che sei stato il mio “idolo”, come Pilota, e non mi è mai importato del resto, in fondo non ha mai avuto senso, ma oggi non riesco a mettere da parte il fatto di aver scoperto un lato umano pessimo. Io mi paragono a te perché nella mia vita ho sempre scelto di voler bene persone di un certo valore, con certi valori, pochi ma buoni, per me è sempre stato così, perché do valore ai rapporti interpersonali, odio le cose di facciata, ed io ho perso amici per i quali ho sofferto e non ero “legato” come voi, o forse come lui a te? Ho pianto per Marco, e la nostra unione non era data dalla condivisione di vita, di infanzia, ma eravamo uniti dalla Passione, comune e fortissima, per la Moto. Ho pianto, tu no.

Sono confuso, non voglio giudicare il tuo dolore, ma non è più lo stesso per me, non posso fare altrimenti.

Ciao Marco, Ciao SuperSic, Ciao Capellone…. Goditi La Serenità, che qui le persone non sono come le avresti volute tu.

Un Fratello, Motociclista.

Pagare per Morire, a 34 anni.

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Si chiamava Carlo Anselmi, 34 anni, un ragazzo come tanti, in viaggio per divertimento con amici, a Cuba. Un ragazzo con la testa sulle spalle, non uno di quelli che se ne frega, che non ha paura, un ragazzo consapevole che viaggiare comporta anche dei rischi, certo, spesso non dipendenti dalla nostra volontà, un ragazzo che prima di partire aveva stipulato una polizza assicurativa di tutela ed assistenza del valore di 550€. Un ragazzo che non potrà raccontare niente di questo viaggio, perchè è morto, per Shock Settico, dopo aver bevuto una bevanda la sera a cena.

A nulla è servita questa tutela, a nulla sono serviti quei soldi, perchè non gli è stato concesso nemmeno un ricovero dignitoso, tutt’altro.

Tristezza, vergogna, sgomento.

Mi inibisce il mondo in cui vivo, ho paura di quello che vedo, ed ho paura della stessa gente che dovrebbe tutelarmi e che invece fa finta di nulla, perchè l’errore non è mai il proprio, ma la colpa è sempre di qualcun altro. Intanto un ragazzo è stato lasciato morire, e per assurdo quelli che dovevano tutelarlo, in un attimo sono diventati i suoi Killer, PAGATI per farlo morire…

Io non posso far nulla, ma tu, anima dannata, tu si che puoi. Fa che questa possa andare a torturare fino a far desiderare la morte tutti quelli che sapevano e non hanno fatto… Carlo, questa è la tua vendetta, goditela tutta… Te lo meriti.

-ADRENALIN-

Il Dio Natura…

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11 Marzo 2011, Costa Orientale del Giappone.

Sono le 14:00 da quelle parti, la vita scorre frenetica come ogni giorno, la gente è immersa nel tradizionale tram tram quotidiano, si lavora, si chiacchiera, si ride, che dirò alla donna che amo? Maledizione, devo mandare quel fax importante, chissà se potrò mai permettermi quella bellissima casa. Certo, si sa, il Giappone è uno dei luoghi più a rischio per la sua natura sismica, ma non ci si pensa, si sa… L’uomo tende a rimuovere le proprie paure. Nessuno infatti si sarebbe aspettato che 46 minuti dopo, la Terra, la Natura, avrebbe presentato il conto, un conto di 8.9 gradi della scala Richter, un conto di Potenza Sovrumana, che come la più avida delle Banche, non accetta giustificazioni. In un attimo tutto fermo, la paura messa da parte, si staglia negli occhi della gente, domande frenetiche si rincorrono veloci nelle menti, non conta più nulla, la vita è ferma, adesso c’è solo la Paura.

Svariati secondi di paura, gelo nei corpi, poi la calma…
Ma era solo un’anticipazione di qualcosa da cui non ci si può proteggere: La Furia Del Mare. L’epicentro, caratterizzatosi a circa 100Km di distanza dalla costa ed una profondità di 10 Km, ha frantumato una faglia che per intenderci va da Milano a Roma, spostando l’asse terrestre di qualche centimetro,  l’ASSE TERRESTRE, lo ripeto. Onde di 10 metri di altezza si sono alzate, raggiungendo una velocità di 1000Km/h in direzione della Costa… Mentre la gente ancora piange dalla paura, forse ancora non tutti sanno quello che sta per accadere.

La scossa – ha fatto sapere l’Agenzia meteorologica giapponese – è stata la più potente mai registrata nel Sol Levante, ben 20.000 volte più forte di quella che ha raso al suolo la nostra L’Aquila. Avete letto bene, VENTI MILA. Ciò significa che se l’epicentro fosse stato in Italia, da Milano a Roma non esisterebbe più nulla, niente….

Mi vengono i brividi a pensare quanto l’Uomo sia un’inezia al Cospetto della Forza Devastante del Dio Natura, perché è Lei che decide, nessun altro.

Sono vicino al Giappone, sono vicino a quella gente, mentre guardo con le mani portate al viso le immagini di quella massa d’acqua dirompente che avanza portando con se tutto, come fossero modellini, mentre la gente tenta di scappare, invano, e viene portata via… I miei occhi sono spalancati, non riesco a dire nulla se non, vi auguro di poter superare tutto questo, a chi si è salvato.  

Vita Mutevole..

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La Vita, cosa è la Vita se non il motore che gestisce i nostri sentimenti, un giorno sei felice, un altro sei distrutto…

Ti rassereni d’aver raggiunto un traguardo, ma chi te lo dice che sia quello giusto? Oggi si, lo credi, ma domani forse non sarà quello che ti aspettavi… La Vita è mutevole, come il vento, come la natura, non puoi avere la presunzione di controllarla, perchè tu sei parte di Lei, ne sei succube. Sorrido quando ascolto gente così sicura di quello che sarà, che farà, di quello che proverà in futuro. Il futuro è un libro chiuso, nessuno può avere la presunzione di sapere chi sarà un giorno..

Solo chi riuscirà a capire  questo potrà ritenersi una persona completa, pronta a gestire l’imprevedibilità della Vita. Per quanto riguarda gli altri, beh, sono solo persone che rincorrono un sogno, il proprio sogno di vita ideale che, come tutti i sogni, difficilmente si avvererà.

Meteore Nere Su Roma…

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Nere Meteore nel cielo di Roma…

La notte… con il suo ovattato silenzio di sottofondo capace di rendere anche una grande e caotica metropoli un tappeto di astrale tranquillità…

La notte… con la sua luce riflessa da mille lampioni che proiettano ombre in cloni…

La notte… con le sue strade vuote che a volte son capaci di farti sentire così piccolo…

Com’è bella Roma di notte? A volte vorrei congelarla in una foto senza tempo per potermici perdere… ancora e ancora…

A cavallo delle nostre moto poi è semplicemente stupenda… amo Roma di notte esattamente quanto io possa detestarla di giorno con i suoi serpentoni di lamiera.. con il suo caldo afoso… con la gente che s’innnervosisce x un nonnulla…

Nella notte poi… le Meteore Nere solcano quell’asfalto a testa alta.. come amano fare.. come pochi capiscono.. ma come io… come NOI amiamo…

Cavalieri neri fusi ai loro nerissimi, scintillanti destrieri… cavalli rampanti che sanno bruciare l’asfalto… sfregiare l’oscurità con la prsunzione di illuminare le stelle.. e i nostri Angeli con loro…

Emozionano… colpiscono… vivono… ma rigorosamente a modo loro… capirli? Difficile… ma alla fine a loro non importa… ciò che x loro conta davvero è VIVERE…

Meteore… e come tali continueranno ad attraversare questa vita, questo mondo..

Meteore… scie di luce così veloci che spesso ci si chiede se l’abbaimo scorte davvero.. se nn siano solo frutto della nostra fantasia… sogni solcano la notte…

…Silenzio…. un rombo che riempioe la notte… una scie di luce… e di nuovo… il silenzio…

Stanotte… come tutte le notti.. mi son reso conto di essermi perdutemente innamorato della mia vita a cavallo di quella Meteora…
Questa e solo questa è la MIA Vita…

MaSaCo

Lentamente Muore…..

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Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle ”i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

Ciao mondo!!

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Dedicato A Te, Figlio Mio…

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SE MI SPORCO QUANDO MANGIO E NON RIESCO A
VESTIRMI…..ABBI PAZIENZA.
RICORDA
IL TEMPO CHE HO TRASCORSO AD INSEGNARTELO.
SE
QUANDO PARLO CON TE RIPETO SEMPRE LE STESSE COSE…..

NON MI
INTERROMPERE…… ASCOLTAMI.

QUANDO
ERI PICCOLO DOVEVO RACCONTARTI OGNI SERA LA STESSA STORIA FINCHE’ NON TI
ADDORMENTAVI.
QUANDO NON VOGLIO LAVARMI NON BIASIMARMI E NON FARMI
VERGOGNARE…
RICORDATI QUANDO DOVEVO CORRERTI DIETRO INVENTANDO DELLE
SCUSE PERCHE’ NON VOLEVI FARE IL BAGNO.
QUANDO
VEDI LA MIA IGNORANZA DELLE NUOVE TECNOLOGIE , DAMMI IL TEMPO NECESSARIO E NON
GUARDARMI CON QUEL SORRISETTO IRONICO
HO AVUTO TUTTA LA PAZIENZA PER INSEGANRTI
L’ABC
QUANDO AD UN CERTO PUNTO NON RIESCO A RICORDARE O PERDO IL
FILO DEL DISCORSO …. DAMMI IL TEMPO NECESSARIO PER RICORDARE E SE NON CI
RIESCO
NON TI INNERVOSIRE ….. LA COSA PIU’ IMPORTANTE NON E’
QUELLO CHE DICO
MA IL MIO BISOGNO DI ESSERE CON TE ED AVERTI LI CHE MI
ASCOLTI.
QUANDO LE MIE GAMBE STANCHE NON MI CONSENTONO DI TENERE IL
TUO PASSO
NON TRATTARMI COME FOSSI UN PESO .
VIENI
VERSO DI ME CON LE TUE MANI FORTI NELLO STESSO MODO CON CUI IO L’HO FATTO CON TE
QUANDO MUOVEVI I TUOI PRIMI PASSI
QUANDO
DICO CHE VORREI ESSERE MORTO… NON ARRABBIARTI UN GIORNO COMPRENDERAI. CHE COSA
MI SPINGE A DIRLO.
CERCA DI CAPIRE CHE ALLA MIA ETA’ NON SI VIVE SI
SOPRAVVIVE.
UN GIORNO SCOPRIRAI CHE NONOSTANTE I MIEI ERRORI HO SEMPRE
VOLUTO IL MEGLIO PER TEE CHE HO TENTATO DI SPIANARTI LA STRADA.
DAMMI UN
PO’ DEL TUO TEMPO
DAMMI UN PO’ DELLA TUA PAZIENZA
DAMMI
UNA SPALLA SU CUI POGGIARE LA TESTA
ALLO
STESSO MODO IN CUI IO L’HO FATTO PER TE.
AIUTAMI
A CAMMINARE AIUTAMI A FINIRE I MIEI GIORNI CON AMORE E PAZIENZA IN CAMBIO IO TI
DARO’ UN SORRISO E L’IMMENSO AMORE CHE HO SEMPRE AVUTO PER TE.
TI AMO
FIGLIO MIO E PREGO PER TE ANCHE SE MI IGNORI.

 


La Nasa e il 2012

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LA

NASA
ANNUNCIA: UNA

TEMPESTA SOLARE CAUSERA’ UNA

CATASTROFE PER IL 2012


 

Una recente
relazione (dossier di 145 pagine) eseguita per la NASA e l’ESA dalla US National Academy of
Science (Accademia Nazionale di Scienze USA) sembra in sintonia
con la sempre più apocalittica previsione per il 2012. Una
catastrofica tempesta solare è prevista nel corso dell’anno 2012
e metterebbe a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla
Terra.

E’ la prima
volta che alcuni scienziati della NASA cominciano a credere alle
Profezie dei Maya e degli Hopi. Questi popoli avrebbero predetto
che la fine della Quinta Era (quella attuale) o l’Era del Quinto
Sole sarebbe terminata con una grande tragedia cosmica. E
infatti come detto la NASA ha pubblicato tramite l’Accademia
Nazionale delle Scienze, un dossier preoccupante che noi
pubblichiamo di seguito. In questo dossier si parla
esplicitamente dei rischi potenziali per una serie di eventi
catastrofici che avverranno entro il 2012. Questi eventi
verranno caratterizzati da bombardamenti di vere e proprie
tempeste solari e di sciami meteoritici.

Ecco i perché
delle basi sotterranee e della raccolta di sementi che vengono
conservate presso l’Isola di Svalbard, nessuno ci aveva pensato?
Il tunnel costruito alle Svalbard è situato a metà strada tra la
Norvegia e il Polo Nord, ha la capacità di contenere 4,5 milioni
di diversi campioni di sementi. Dal momento che ogni campione
contiene in media 500 semi, circa 2,25 miliardi di semi possono
essere contenuti. Esse si trovano nella regione artica di
stoccaggio nel caso di un futuro disastro che potrebbe eliminare
le colture alimentari. La posizione è stata accuratamente scelta
per prestare la massima protezione per i semi. I sotterranei
sono stati costruiti in un lungo tunnel di 120 metri all’interno
di una montagna, a circa 130 metri sopra il livello del mare, e
del permafrost che è la roccia che fa da  spessore in modo
che i campioni restano congelati, anche senza elettricità.
Comunque di tutto questo se ne parlerà in modo più approfondito
a
2012: il ritorno di Planet X-Nibiru il 7-8 Febraio 2009
presso
l’Hotel Pineta Palace di Roma, insieme agli
esperti di minacce spaziali e di crisi climatica
Jacco Van
Der Worp
(astrofisico esperto in minacce spaziali) e
Marshall Masters
(esperto di Planet X e crisi climatica per
il 2012)

foto sopra:
l’entrata al tunnel della base di Svalbard

 

Nel
2012 minaccia di ripetersi il potente fenomeno magnetico che

 nel
1859 mandò in tilt le telecomunicazioni: dall’elettricità al
telefono

 ai
sistemi di sicurezza, sono a rischio blackout tutti i servizi
essenziali

.

di Maurizio Molinari


La notizia è di quelle
che faranno tremare,

in primo luogo, i rappresentanti duri e puri della generazione
“always on”: quelli sempre connessi, via web – ovviamente
wireless -, via cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le
conseguenze dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il
2012 minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e,
addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese dotato
anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra tre anni,
infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta solare che nel
1859 “spense” completamente le tecnologie di comunicazione negli
Stati Uniti e in Europa.


Ma se 150 anni fa ad andare in tilt

furono “soltanto” le reti del telegrafo,
in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di
innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento
potrebbe causare una devastazione economica e sociale
significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”,
affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze,
che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale
americano.

La colpa è della
cosiddetta “fase attiva”,

che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare
periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o
meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior
intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la
sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali
come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di
telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando
uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono
rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su
strutture interconnesse, con effetti devastanti: la
distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e
medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione
immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento
dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi
telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così
via”, prevede la Nasa.

Ma quel che è peggio,
scrive l’équipe
diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica
atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che “i
servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo
sul paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che
questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento
con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più
approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per
rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. “Un
fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e
governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato
incrementando la preparazione della gente su questi temi,
rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi
avanzati pre la previsione delle tempeste”, conclude la ricerca,
“Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza
da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali
potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.

Crescere….

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Crescere…

 

Quanto è dura crescere. Ricordo come fosse ieri quando
le mie giornate erano un mix di ineguagliabili sensazioni di assoluta libertà, dove tutto era consentito senza nulla chiedere
in cambio,  non mi chiedevo perché, non usavo se né come mai. La mia vita era una discesa veloce col vento che
dolcemente mi accarezzava il viso, che come un brivido mi pervadeva la schiena.
Il sorriso non era mai compromesso da un problema, il problema più grande era che un’altra giornata volgeva al termine. No, perché?? Sono felice, spero che domani arrivi presto.

…..Ma giorno dopo
giorno…..

Un giorno mi sono
svegliato ed ero grande, la scuola, il liceo, diamine, sto nell’Esercito Italiano. Apro gli occhi, non sono
pronto, lascio perdere tutto. Mio dio, cosa ho fatto, adesso sono solo, non so
che fare. Quale sara’ il mio
obiettivo?

Non mi piace quello che
sto vivendo, forse crescere non è
come mi aspettavo. Perché ti
accorgi che quelle giornate che prima speravi non finissero mai, adesso
pagheresti per farle finire….

 

Pagare….

 

Oggi, da grande tutto
ruota attorno alla materialit
à. Se
non dimostri non sei nessuno, se non appari, non sei. Se sei forte vinci, se
no, perdi e sei deriso. Ogni giorno, da grande
è una prova per affrontare il giorno successivo. Cosa dire, cosa
fare, come mi devo comportare? Sar
à
giusto? Perch
é avrà pensato questo? Eppure io credo di comportarmi
bene. Non voglio deludervi, non
è
nelle mie intenzioni,
è che mi
guardo e non vedo me da piccolo. Ma chi sono adesso? Nulla
è giusto, nulla è come si pensa. Non ci sono regole nella vita. Esiste solo il
proprio IO, esiste l
esperienza e lautocritica che ti farà diventare una persona migliore. Ho imparato che
non si smette mai di imparare, che solo tu sei il protagonista della vita.
Tutto il resto, ci
ò che ti
circonda,
è quello che ti consente
di verificare te stesso, quanto sei completo, come hai
studiato.
Oggi, la vita, non
è sensazione di
libert
à. Oggi è un esame, un difficilissimo esame al quale non
puoi permetterti d
essere
impreparato. Sai, il pi
ù delle
volte non hai modo di recuperare. Un giorno, forse, riconoscer
ò me stesso e sarò finalmente felice, felice come un bambino.

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